Articoli con tag Parlamento

Se non cambiano loro, cambiamoli noi

E’ veramente nauseante il tiramolla che in questi giorni, le solite categorie privilegiate del nostro paese,  stanno facendo con il Governo, ovviamente spalleggiate da tutti quei parlamentari che oramai da anni operano solo nell’interesse dei pochi.  Ci eravamo illusi che Monti avrebbe cominciato ad apportare quella necessaria ventata di cambiamento improntato all’equità sociale. Da quanto è in carica Monti,  la parola più usata e meno applicata,  è stata proprio l’equità. Tutti i decreti sin qui approvati, di equità a dire il vero ne contengono poca, visto che a pagare sono i soliti a reddito fisso e pensionati. Farmacisti, Professionisti, Tassisti ecc.  loro sono al di sopra delle parti. Loro non appartengono a questo stato ma a quello dei “dritti” a quello che a far pagare siano sempre gli altri. E’ sconcertante come nonostante avessimo qui di fronte a noi l’esempio Grecia i nostri politici se ne “Fottano” amaramente delle conseguenze che poi si ribalterebbero proprio sulle fasce di popolazione più deboli. Prosegui la lettura »

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Il decalogo del nuovo Parlamento Italiano

Il Parlamento ItalianoIn un momento di degrado della classe politica italiana ritengo interessante cominciare ad ipotizzare scenari politici un po’ diversi, più qualificati e professionalmente più preparati ad affrontare con seria e determinata capacità le sempre più complicate esigenze governative di uno stato.  Avendo constatato che in questi ultimi decenni l’ideale politico, inteso quale punto di riferimento dottrinale per il governo di uno stato non esiste più, possiamo asserire che oggi i governi altro non sono, o meglio dovrebbero essere delle intelligenti ed efficienti organizzazioni gestionali. Ipotizzare oggi un governo socialista, comunista, conservatore, liberale, in ambito di economia globale  può essere definita solo una malinconica nostalgia. Peraltro noi europei viviamo in un contesto territoriale dove la sovranità dei singoli stati inizia a perder peso nei confronti della rigidità di alcuni parametri di ordine economico che vincolano l’orientamento gestionale degli stati membri dell’Unione Europea.  Pertanto alla luce delle precedenti considerazioni, è legittimo auspicare, o meglio pretendere che a gestire le sorti di un paese siano persone qualificate, capaci di mettere in atto sistemi e processi atti al miglioramento delle condizioni economiche e sociali. Lasciare questo ruolo ad improvvisati parlamentari, a volte privi delle più elementari conoscenze, Prosegui la lettura »

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La Carta Costituzionale un nuovo prodotto “usa e getta”


costituzione ItalainaPare che anche la nostra Carta Costituzionale sia divenuta un prodotto “Usa e getta”. La si usa a proprio piacimento,  interpretando a proprio favore quello che più ci aggrada e disconoscendo ciò che invece impedirebbe un nostro recondito disegno di strategia politica,  in poche parole un utilizzo interpretativo che possa accaparrare, rafforzare e legittimare il proprio potere. L’appartenenza ai livelli alti della gerarchia politica del nostro Paese ed è già di per se elemento sufficiente per rendersi  interpreti autorevoli e disinvolti del dettato costituzionale.  La confusione, che spesso ben si accompagna con l’ignoranza del testo costituzionale, unitamente all’arrogante sensazione di onnipotenza, porta a ingenerare  altrettante prese di posizioni che non trovano alcun fondamento legale. Basta urlare, basta arroccarsi dietro il precedente voto popolare, dimenticando che la nostra è una democrazia parlamentare a rappresentanza indiretta. Cosa vuol dire? E’ semplice: il popolo elegge i propri rappresentanti al Parlamento, quest’ultimi eleggono il Governo. Non è il popolo che elegge il governo, bensì è il Parlamento. La consultazione elettorale esprime una indicazione su chi dovrà formare e dirigere il futuro governo, Prosegui la lettura »

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