Articoli con tag Disoccupazione

Altro che crisi, è l’ingiustificato aumento dei prezzi che demotiva il consumo

Regali di NatalePuntualmente con l’avvento delle festività natalizie arriva il solito dissennato rialzo dei prezzi. Nonostante l’imperversare della  crisi, numerosi prodotti, anche di quotidiano consumo, hanno subito aumenti che definirli ingiustificati è poco. Le statistiche sull’andamento dei consumi, con particolare attenzione ai prodotti alimentari, da  mesi fanno registrare diminuzioni preoccupanti , denotanti la scarsa disponibilità agli acquisti da parte delle famiglie. Disoccupazione, precariato, cassa integrazione, insicurezza del proprio futuro sembrano abbiano fatto segnare il passo alla consueta e sconsiderata corsa agli acquisti di Natale. Pare che i consumatori si siano presi una pausa di consumistica riflessione.  Fatta la debita eccezione per qualche sporadico settore merceologico, gli acquisti o meglio la domanda, continua ad affievolirsi generando una spirale perversa rappresentata da grandi quantità di prodotti invenduti, aziende in crisi con conseguente riduzione del personale, e progressivo impoverimento del PIL (Prodotto Interno Lordo).  Pertanto alla luce delle considerazioni precedenti, la logica di una economia sana, Prosegui la lettura »

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Disoccupazione, precariato e speculazioni finanziarie sono le nuove basi su cui poggia il nostro futuro. I paradossi dell’Economia moderna

 

Economia oggiUnicredit annuncia 4700 esuberi unitamente a Telecom che si accontenta di soli 3900, nel 2009 l’INPS ha autorizzato ben 918.000 giornate di cassa integrazione pari al 311% dell’anno precedente,  la disoccupazione si attesta a circa l’8%, toccando il 30% di senza lavoro nella fascia dei giovani dai 15 ai 24’anni,  e Fiat continua il suo braccio di ferro annunciando il trasferimento della produzione all’estero, come se la notizia fosse uno scoop, quando oramai la maggior parte della produzione industriale del marchio Fiat è all’estero. Nel contempo di fronte a tutte queste meravigliose notizie, soprattutto per il settore dell’occupazione, le borse salgono. E’ consuetudine acquisita che la riduzione dei posti di lavoro in una azienda ne faccia salire il suo valore. Piani di ristrutturazione aziendale che vedono al primo posto la riduzione del personale sono quelli più apprezzati dagli analisti, abituati oramai dall’andazzo che questi costi possono essere allegramente scaricati alla collettività attraverso cassa integrazioni e prepensionamenti, tanto c’è Pantalone che paga.  Fusioni,  incorporazioni, trasferimenti di produzioni all’estero stanno producendo esuberi di personale rallentando sempre più l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani che a più di qualcuno stranamente con miopia da elefante sa solo definire bamboccioni.  Stendiamo un velo pietoso a cotanta perversa stupidità, come se i nostri giovani preferirebbero bighellonare anziché lavorare ed entrare a pieno titolo nella società produttiva del paese. Per non parlare poi della drammaticità dei cinquantenni che stanno perdendo il lavoro Una strategia perversa che trova terreno fertile in governi scarsamente capaci di fronteggiare con determinazione fenomeni oramai consolidati. Prosegui la lettura »

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Finalmente si interviene sulla disoccupazione giovanile: se belle ed avvenenti la carriera politica offre grandi opportunità

E’ apparsa sui quotidiani nazionali l’ennesima notizia della classica velina, meteorina, letterina o  come meglio vogliate chiamarla, che alla veneranda età di 26 anni viene chiamata presiedere un assessorato di una delle provincie più popolose della nostra Bella Italia. Non ce l’ho con queste belle e giovani ragazze, ma con coloro che attraverso queste “scelte” ritengono che questo sia il mezzo per poter fare  della politica lo strumento per una buona gestione della cosa pubblica.  Alla luce dei fatti numerosi sono i dubbi che mi assalgono nel pensare che la conduzione di un assessorato,  potrebbe essere diretto da persone così giovane, peraltro spesso prive di esperienza e di conoscenza della politica, nonché della gestione amministrativa della cosa pubblica.  Come può, in generale,  una giovane capace ed intraprendente ragazza di soli 26 anni, senza aver fatto alcuna gavetta nell’esercizio della politica locale, addirittura essere posta a presiedere la gestione e l’organizzazione di un ufficio così importante ed impegnativo?  E’ un andazzo questo che secondo me sta producendo nel paese uno sconquasso tremendo, non tanto per i risultati vista la carente esperienza, quanto per l’idea perversa e mortificante che la gente si sta facendo della politica, che sta diventando più una vetrina di belle donne a scapito della qualità. Non vorrei qui essere frainteso ne tanto meno essere additato quale detrattore della bellezza femminile,  e soprattutto che la bellezza sia sinonimo di stupidità.

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