L’allungamento della vita media preoccupa gli operatori finanziari

Piatto in creta della tradizione artigianale isolana greca

Leggevo peraltro proprio oggi, che uno degli elementi che preoccupano gli analisti finanziari è la continua crescere dell’aspettativa di vita, aspetto questo che comprometterebbe l’equilibrio economico dello stato sociale di un paese. Le borse risentono di tale indicazione in termini negativi. Ci si preoccupa che domani la previdenza sociale non avrà le disponibilità per far fronte alle aumentate esigenze di cassa. I mercati finanziari pagano già oggi aspetti che ancora sono lontani qualche decennio. Siamo alla follia. Siamo di fronte ad una società che è letteralmente scoppiata. Una società che ha perso il suo orientamento. Non esiste più un’etica sociale. La solidarietà tra generazioni, la progettazione congiunta del futuro sono solo chimere. Oggi si guarda solo al tornaconto immediato, si specula sulle debolezze e sugli errori senza però mai porvi un serio rimedio. Sembra che tutto stia andando a rotoli ma non si parla mai di metterci una pezza. 

Gli studi e le ricerche oramai costano anch’esse e i nostri governanti fagocitati dalle lobbies della finanza non riescono più a progettare aldilà dell’arco temporale di una settimana. Improvvisazione, impreparazione, e quel che è peggio è l’incapacità stanno segnando la fine dell’identità della gente. Prima era meraviglioso andare in giro per il mondo per ammirare e apprendere le diversità culturali. Prosegui la lettura »

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E’ proprio una generazione vigliacca la nostra

Il mondo in questi ultimi anni pare abbia preso una rotta diversa da quella intrattenuta sin dalla nascita dell’uomo. Non parlo di tragitti interplanetari o di mutazioni fisiche astrali ma di nuovi percorsi sul cammino dell’etica e del sociale. L’avidità, l’egoismo e la prevaricazione del prossimo sono stati gli elementi genetici che hanno sempre prevalso nel comportamento dell’uomo nella sua storia. Le varie correnti teologiche che nel corso dei secoli hanno cercato di dissuaderlo da tali caratteristiche, indirizzando maggiori attenzioni al prossimo e alla solidarietà, pare non abbiano attecchito.  Qualcuno ebbe a definire le religioni, quelle che professano la totale disponibilità alla solidarietà: “L’oppio dei popoli”. Una narcosi momentanea che quasi sempre lascia il posto, com’è giusto che sia, vista la costituzione genetica dell’uomo, all’egoismo. La stessa diversità con cui è diffusa la ricchezza tra i vari popoli della terra ne è una dimostrazione. Dagli ultimi dati statistici rileviamo che il 15-20% della popolazione mondiale detiene l’80% della ricchezza globale.  Milioni di persone patiscono la fame e le malattie tra l’indifferenza generale come fosse un problema loro, tanto a noi che ce ne frega. Le politiche economiche, o peggio ancora lo strapotere delle lobbies della finanza, costituite dalla concentrazione di enormi masse finanziarie,  frutto dello sfruttamento del lavoro dell’uomo, stanno da tempo determinando il bello e cattivo tempo in giro per il nostro pianeta.  Abbiamo permesso a loro, come ebbi modo di dire in un altro mio pezzo, grazie al libero mercato,  di diventare sempre più grandi e determinanti per le scelte di strategia economica e sociale.  E’ chiaro che a loro delle strategie sociali importa molto poco. A loro interessano le strategie finanziarie, quelle che producono agevolmente e senza scrupoli la rendita finanziaria. Oggi questa politica, anche se, a parer mio, definire tale comportamento politica, risulterebbe offensivo proprio nei confronti del vero significato della politica, sta strozzando le aspettative di crescita di intere popolazioni,  avendo letteralmente rubato, saccheggiato e violentato il futuro delle generazioni più giovani. Prosegui la lettura »

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A Pasqua saremo aperti dalle 9 alle 13,00 – L’esasperazione del materialismo


E’ la sconcertante comunicazione apposta all’ingresso di un supermercato.  Si domenica di Pasqua questo esercizio commerciale resterà aperto. I suoi dipendenti saranno costretti anche in questa giornata a recarsi al lavoro come se tutto il contesto personale e familiare oggi non avesse più alcuna importanza. L’esasperato materialismo che stiamo vivendo,  i cui eccessi sembrano non aver un limite,  ci stanno  facendo cambiare l’ordine dei fattori della nostra vita. Ci si  lamenta che la famiglia è in crisi e poi si pongono in essere situazione che ne accelerino il processo di sgretolamento. Prima avevamo la domenica e le feste comandate. Oggi la domenica e tante altre feste durante il corso dell’anno,  le grandi catene commerciali aprono ai loro clienti. Prima si andava a fare la passeggiata al centro, ai giardinetti, in campagna o al mare a secondo della clemenza del tempo. Oggi invece tanta gente, ahimè predilige trascorrere buona parte della giornata di festa negli ipermercati. Per migliaia di persone,  automi dietro i carrelli spinti a fatica tra la calca della gente,  pare sia diventato lo sport preferito. Prosegui la lettura »

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E’ bestiale pensare che il tutto è per tutelare i soliti poteri forti

 

poltrona PoliticaIn questi giorni l’Istat ci sta scodellando tutta una serie di dati andamentali che fotografano la situazione economica e sociale del nostro Paese. Traspare immediatamente una situazione di vera “tragedia greca”. Tutti gli indici sono in picchiata libera. L’aumento indiscriminato ed inopportuno dei carburanti ha prodotto un effetto domino devastante, influenzando il prezzo di tutti i prodotto con particolare riferimento proprio a quelli di prima necessità. Speculazioni e le solite furbizie che contraddistinguono il libero mercato delle merci, libero si fa per dire, in quanto oramai in mano ad una distribuzione controllata solo da poche aziende che da qualche tempo, distrutto il piccolo esercente, stanno loro imponendo i prezzi di mercato. Prosegui la lettura »

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Com’è difficile governare. Forse non è da tutti.

Da ieri sulla stampa nazionale imperversa la fatidica affermazione di Monti fatta a Seul: “ Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche lasciare”. Una chicca, come direbbe qualcuno, che getta un po’ di scompiglio proprio nell’area parlamentare che sino ad oggi lo ha sostenuto. Causa di questa turbolenza l’art.18 ovvero la nuova riformulazione che dovrebbe consentire una più agile manovrabilità della forza lavoro. In poche parole consentire licenziamenti indiscriminati. Si dica tutto quello che si vuole ma se non si accetta,  quanto meno l’ipotesi che sia il magistrato a decidere se un licenziamento è giustamente attuato per crisi aziendale,  è voler solo consentire la libertà assoluta al datore di lavoro di porre in essere, laddove lo voglia,  licenziamenti mascherati da eventuali crisi aziendali . Peraltro  e questo onestamente non lo comprendo e lo trovo socialmente iniquo, che questa nuova formulazione dell’art. 18 non debba applicarsi anche ai pubblici dipendenti. Chi lavora nel privato si assume tutti i rischi dell’andamento economico dei mercati. Chi opera in uffici elefantiaci, inoperosi, inutili al paese, continuerà a conservare il proprio posto a vita anche in presenza di crisi drammatiche come quella che stiamo vivendo. Non parliamo poi dei fannulloni e dell’alto indice di assenteismo. Prosegui la lettura »

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Ho incontrato Giove all’Ipercoop

 

Intento nello sport preferito dagli uomini e dalle donne di questo secolo, cioè nel trastullarsi allegramente dietro un carrello in un ipermercato, mi sono imbattuto in un omaccione alto, con la barba folta, vestito in abito carnevalesco.  Una tunica bianca, a dire il vero molto bella e dalla fattura molto fine che mi ha subito fatto pensare a qualche trovata pubblicitaria. Strano, non vi erano marchi di alcun prodotto ne cartelli intorno a lui. Restai ancor più perplesso pensando che  il carnevale era già passato da qualche settimana.   Il suo incedere sicuro e maestoso proprio verso di me cominciò ad intimorirmi, in quanto generalmente sono molto schivo verso tutti coloro che in tante circostanze si avvicinano per svariati motivi a volte, ahimè solo per chiedere o proporre qualcosa.  In quei pochi secondi che ci dividevano, fui assalito da tanti pensieri che pian piano lasciarono il posto ad una specie di accondiscendente condivisione di tale incontro.

 

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Marxismo superato: cercate nuove vie!

Campane della Chiesetta di santa marina a Aegina (Grecia)

Questa è la frase più significativa del viaggio pastorale in Messico   di Benedetto XVI.  Un’affermazione di cui non ne riesco a capire la motivazione e soprattutto la necessità pastorale di proferirla. Il Santo Padre si è mai interessato al Marxismo, quello ideologico e non quello spacciato come tale? A quale dei due si vuole riferire? Spero al secondo,  in quanto vituperando il primo, penso che andrebbe incontro ad un peccato mortale, offendendo il primo marxista socialista della storia, cioè Gesù. Avrei tanto desiderato poter chiedere a quest’essere umano dotato dell’infallibilità su quali basi si fonda la sua affermazione.  Il marxismo nel mondo non è mai stato applicato. Ci si è serviti in modo scellerato applicando in modo travisato e a proprio uso alcune regole. Non voglio ergermi quale difensore del marxismo, non ne avrei le sufficienti capacità, solo che per certi versi alcune affermazione, peraltro proferite da autorevoli soggetti, peraltro spiritualmente dotati dell’infallibilità, onestamente mi lasciano perplesso. Prosegui la lettura »

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La perdita della sovranità nazionale …..a volte fa bene

Prof. Mario Monti Primo Ministro del Governio Italiano

Da quando questa crisi finanziaria ha iniziato ad attanagliare in particolare le economie occidentali, si sta più frequentemente sentendo parlare di “Perdita della Sovranità Nazionale”.  La gestione allegra delle casse pubbliche di molti paesi, peraltro manovrate grazie a governi accondiscendenti e di scarso spessore politico, economico e sociale, ha prodotto, necessariamente, l’introduzione obbligata di comportamenti virtuosi. In poche parole chi oggi detiene i cordoni della finanza mondiale, vedendosi in pericolo, grazia alla scellerata politica interna di alcuni stati, obbliga quest’ultimi a tirare la cinghia, in poche parole la politica è succube oramai delle decisioni della finanza. La sovranità nazionale è stata deposta, al suo posto si è insediata la politica dei tecnici o peggio ancora quella dettata dalle banche centrali e dai giganteschi interessi delle lobbies della finanza.

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Un default rimandato…….a settembre

Mappa delle isole CicladiLe borse da due giorni stanno vivendo una indisponente euforia. I titoli azionari recuperano con straordinaria velocità il terreno perduto in questi mesi di turbolenze dettate e pilotate in gran parte dalla speculazione finanziaria. E’ bastato che i detentori istituzionali del debito greco, cioè una miriade di banche europee ed americane, con tedeschi e francesi quali portabandiera, abbiano aderito a ridurre del 53,5% il valore nominale del oro credito. Mi spiego meglio: fatto cento il loro credito, questo, per effetto dell’accordo raggiunto, per evitare il dafault  greco, oggi vale 46,5. Detta così potrebbe rappresentare una bella legnata per questi istituti di credito e questo dovrebbe far scivolare il valore delle azioni delle banche interessate, verso il basso. Invece NO. Miracolo della finanza. Per la prima volta constatiamo che dei titoli quotati in borsa, in presenza di “perdite su crediti accertate” per oltre il 53% vengono premiati dai mercati finanziari. Tutto ciò mi fa riflettere. Prosegui la lettura »

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Eureka, abbiamo anche il Divorzio Breve

 

Un matrimonio.................Da domani basterà attendere un anno dalla data di avvenuta separazione, due se si hanno figli minori, per essere annoverati tra coloro che “ipocritamente qualche anno prima” hanno giurato: “di essere fedeli sino a quando morte non ci separi”. Una cosa è certa, siamo di fronte alla più grande ipocrisia che l’uomo abbia potuto inventarsi dalla storia dei tempi. Una folle corsa per allestire un matrimonio che oggi,  bene o male,  costa un occhio della testa, promettendosi  amore eterno, avendo già in tasca la certezza che basterà una piccola pratica burocratica per scordarsi,  che di fronte a qualche centinaio di persone, nonché ad un ufficiale dello stato civile del comune, o esponente del clero, ci si era promesso l’amore eterno. Io definirei questo un’assicurazione contro gli eventuali futuri litigi coniugali. Un iter burocratico snello, veloce, che possa ai primi segnali di incompatibilità coniugale, da  utilizzare per dare immediato corso ad una ulteriore promessa eterna. Prosegui la lettura »

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