Archivio per la categoria Economia

Il crepuscolo degli uomini

L'Obelisco di LecceLa spasmodica ricerca di norme e di leggi per far quadrare i conti di una finanza sfrenata e senza alcuna etica, sovrasta oggi ogni eventuale interesse dell’uomo. Debito pubblico, default, spread, BCE, EU, sono il nostro pane quotidiano. Prima, l’uomo,  nei momenti di grande difficoltà si rivolgeva al proprio Dio, qualsiasi esso fosse, auspicando, attraverso la preghiera la sua Divina Provvidenza. Oggi  si prega che lo spread dei nostri titoli, rispetto a quello degli altri paesi, diminuisca, che la Grecia possa non dichiarare il proprio fallimento (default) e che gli indici economici possano finalmente invertire la loro tendenza favorendo così la diminuzione della disoccupazione e una maggiore propensione al consumo. 

Delle centinaia di milioni persone che al mondo continuano comunque a morire di fame, non è un problema che ci riguarda. Son fatti loro. A noi interessa che le il nostro trend economico possa riprendere a crescere in modo da consentirci una sempre più agevole e agiata vita. Prosegui la lettura »

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Siamo oramai al masochismo finanziario

 

Sito archeologico grecoOggi qualche agenzia di rating, quelle che oramai dettano il destino economico e finanziario di molti stati, ha ipotizzato l’immediato default greco. Pare che la Grecia non sia in condizioni di onorare i suoi debiti.  Scusatemi, o la mia demenza senile sta veramente galoppando,  oppure qui si gioca,  con macabra indifferenza,   sulla pelle di milioni di persone.  Lo stato delle finanze elleniche è oramai noto anche ai bambini dell’asilo nido.  La situazione debitoria riviene da un passato sciagurato,  di cui comunque l’ingordigia di tanti stati europei non ne sono scevri,  dove peraltro,  sono due anni che l’Europa gioca al tiro alla fune con il governo greco,  senza essere capace di prendere una decisione univoca e definitiva. Qui non ci vogliono scienziati o premi Nobel dell’economia per capire,  già da oltre 18 mesi,  che  se non si mettono a disposizione del governo greco una congrua liquidità a fondo perduto,  a andare a picco non sarà solo la Grecia. Prosegui la lettura »

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Crisi finanziaria o di sistema: e pensare che basta così poco…………………

 

Pompeo MaritatiLa crisi finanziaria che sino a qualche mese sembrava essere un problema altrui,  oggi è scoppiato in tutta la sua drammaticità.  L’esposizione debitoria del nostra paese per l’enorme debito pubblico accumulato grazie a delle politiche di vero sciacallaggio politico,  ha cominciato a far temere seriamente sul futuro del nostro Paese.  L’instabilità finanziaria accompagnata da una instabilità politica senza precedenti,  ha generato sfiducia sui mercati finanziari i quali in questi giorni,  visto i dati andamentali,  stanno scommettendo più verso un epilogo drammatico che in una inversione di tendenza anche se molto lenta.  In questo contesto l’incapacità politica di saper affrontare con seria determinazione ha dimostrato tutta la sua inettitudine.  Io la definirei,  questa inettitudine,   una vera incapacità di saper,  almeno una volta nel loro percorso politico, e mi riferisco ai relativi soggetti protagonisti,   di guardare agli interessi del paese.  Mai come in questi mesi abbiamo assistito a comportamenti che hanno solo irritato i nostri patner europei.   Il centrodestra con la sua caparbietà ottusa di sottovalutare i problemi e il centrosinistra in perenne stato di litigiosità.  A farne le spese ovviamente siamo stati noi.  Tanto a loro, mi riferisco alla classe politica,  dall’alto delle loro faraoniche prebende,  poco se ne son fregati della povera gente in lotta continua con il caro vita e con un degrado dei servizi pubblici. Prosegui la lettura »

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Non c’è più niente da fare contro il potere della finanza. A pagare siamo e saremo sempre noi

Due giorni fa, tra l’euforia delle borse di tutto il mondo, l’Europa innalza il Fondo salva stati (che secondo me è preferibile chiamarlo meglio “Salva banche”) da 400 a 1000 miliardi. Poi decide di salvare la Grecia attraverso il declassamento del valore nominale del debito pubblico del 50%. Sino al giorno prima si era parlato di una svalutazione del 21%. Però dato che buona parte di questo debito è in mano alle banche, si era ipotizzato un taglio inferiore, per non far loro gravare di perdite eccessive. Invece la diplomazia del potere finanziario, che secondo me oramai sovrasta quello politico, avendo innalzato il fondo salva stati a 1000 miliardi, che servirà, statene certi, per salvare il sistema bancario, hanno pensato bene di elevare tale perdite al 50%. Così oggi le banche che detengono i titoli greci, nel mentre perderanno il 50% del loro valore nominale, verranno adeguatamente aiutate dal fondo. Invece i cittadini che posseggono tali titoli si ritroveranno con un valore pari esattamente la metà. Se questa secondo voi è da ritenersi un’operazione “democratica” io ho i miei seri dubbi. La foto è la riproduzione di una vecchia cartolina greca. mai come in questa immagine, l'asino ritratto esprime la condizione in cui vive oggi il cittadino comune.

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La Grecia prossima al default, così dicono

 

La convinzione che la Grecia stia approssimandosi al default comincia a radicarsi proprio in coloro che detengono le sorti dell’economia dell’Europa. Più volte ho affrontato questa problematica,  schierandomi contro l’inerzia e l’ostracismo di alcuni governi europei.  Ho cercato e credetemi continua a farlo con impegno e fatica,  le motivazioni di un atteggiamento che io definisco “Antieuropeo”.  Che tra molti stati dell’unione non ci sia grande simpatica,  questo è scontato e sotto gli occhi di tutti.  Ma che alcuni di questi addirittura remino contro la stessa unione, onestamente questo oltre che suonarmi strano,  m’irrita e soprattutto preoccupa. Prosegui la lettura »

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Sostenere che il ritorno della Grecia alla dracma sia il male minore, è follia

Oggi su qualche autorevole testata leggo che l’abbandono dell’euro da parte della Grecia in definitiva si possa rivelare il male minore. Trattasi di tesi dettata da economisti, quindi conoscitori dei sistemi monetari. Ipotesi questa da me,  non solo non condivisa ma ritenuta la peggiore delle soluzioni. Non riesco ad intravedere quali possano essere gli elementi positivi su cui far stare in piedi una tale tesi. Sarà probabilmente la mia scarsa capacità di arrivare così lontano? O ci troviamo di fronte alle varie soluzioni che, quando non si sa quali pesci prendere, si gioca al rialzo, auspicando che il numero puntato possa alla fine uscire. Non vorrei sembrare irriverente verso chi sicuramente avrà un profilo ed un bagaglio professionale migliore del mio. Ma credetemi, non riesco a digerire questa tesi. Immaginiamo che l’Europa butti fuori la Grecia dal suo sistema monetario. La Grecia sarà ovviamente costretta a ritornare alla dracma. La valutazione di partenza della nuova moneta,  dovrà essere stabilito dalle banche centrali, dovrà tener conto della sua attuale situazione debitoria esterna, dei suoi costi interni, Prosegui la lettura »

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Economia. Trovata una nuova ricetta, riparte l’ottimismo ma quanto ci costerà?

E’ proprio veramente strana quest’ultima presa di posizione delle banche centrali inglese, svizzera, americana e giapponese. L’iniezione di liquidità sui mercati apporterà una momentanea euforia ed una ventata di primavera alle esposizioni delle banche europee detentrici di buona parte dei titoli pubblici rappresentanti i colossali debiti pubblici di Italia, Grecia, Spagna e irlanda. Vedi ieri dove a Milano alcuni titoli bancari sono stati sospesi per eccesso di rialzo! Una iniezione di ossigeno che permetterà  alle borse nei prossimi giorni di recuperare parte delle posizioni perdute.  Non dimentichiamo, peraltro, che gli Usa ed il Giappone sono gli stati con il maggiore debito pubblico al mondo! Tutto questo altro non è che un espediente per continuare a portare scompiglio nel futuro delle finanze soprattutto dei paesi più deboli. Se l’iniezione di capitali nuovi rispetterà una certa tabella di marcia, qualcuno comincerà a pensare che tutto quello che è successo sin’ora, altro non è stato che una bolla di sapone, la solita iettatura dei soliti catastrofisti e giù con l’aumento della spesa pubblica, questa volta camuffata da investimenti orientati alla crescita. Prosegui la lettura »

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Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare………..

Le massime cinesi già moltissimi anni fanno parte della nostra quotidianità, le abbiamo fatte nostre, condividendole e citandole all’occasione. E’ proprio vero, la saggezza dei popoli, quella consolidatasi attraverso le traversie dei secoli dovrebbero farci riflettere soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Da qualche giorno si sente parlare, con discrezione, di ipotetici accordi tra il nostro ministero del tesoro ed il governo cinese, per l’eventuale probabile acquisto, da parte loro, dei titoli rappresentanti  il nostro mastodontico debito pubblico. Non so dirvi ne ipotizzare un eventuale accordo con i cinesi, so solo che potrebbe finalmente dare una svolta concreta al dispotismo ingiustificato, anacronistico ed egoistico della Germania. Prosegui la lettura »

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Le economie strozzate da un’ipocrita politica dei tagli

 

Obelisco - LecceLa Grecia, l’Italia, la Spagna,  rigorosamente sotto il controllo della BCE annaspano nella turbolenza speculativa dei mercati finanziari. L’ondata di incontrollato nervosismo sta determinando situazioni paradossali, dove riscontriamo che il valore delle azioni delle aziende quotate in borsa risultano inferiori a quello dell’effettivo valore patrimoniale. Se prima, sino a qualche anno fa in effetti molte nostre aziende erano iper quotate, oggi la situazione, capovolgendosi presta il fianco a degli scenari non idilliaci. L’allegra conduzione del debito pubblico di alcuni stati, USA in testa, avvenuta negli ultimi decenni, ha generato, ad iniziare dalla Grecia, un nuovo periodo storico dove a far paura è la massa enorme del debito pubblico, riportando in secondo piano l’elemento, secondo me più importante di tutti, la crescita economica, ovvero il PIL il prodotto interno lordo. La spasmodica corsa al taglio delle spese, Prosegui la lettura »

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BCE ed Europa è scontro frontale

 

La crisi finanziaria che sta attanagliando le economie del mondo occidentale, trova fondamento e terreno più che fertile proprio nell’inesistente coesione politica ed economica tra gli stati dell’Europa. Confusione, egoismo, spudorata partigianeria, e tanta ipocrisia stanno caratterizzando l’idea che il mondo si sta facendo di questa Europa Unita. Un fallimento di idee e di intenti,  dove qualcuno degli stati membri,  pare, stia approfittando della situazione, non per fare squadra, bensì per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Atteggiamenti e prese di posizioni che spesso non trovano alcuna giustificazione tecnica, basta vedere l’ostracismo tedesco che per oltre otto mesi ha tenuto bloccati gli aiuti alla Grecia, favorendo, secondo me (spero involontariamente) la speculazione. Prosegui la lettura »

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