
E’ apparsa sui quotidiani nazionali l’ennesima notizia della classica velina, meteorina, letterina o come meglio vogliate chiamarla, che alla veneranda età di 26 anni viene chiamata presiedere un assessorato di una delle provincie più popolose della nostra Bella Italia. Non ce l’ho con queste belle e giovani ragazze, ma con coloro che attraverso queste “scelte” ritengono che questo sia il mezzo per poter fare della politica lo strumento per una buona gestione della cosa pubblica. Alla luce dei fatti numerosi sono i dubbi che mi assalgono nel pensare che la conduzione di un assessorato, potrebbe essere diretto da persone così giovane, peraltro spesso prive di esperienza e di conoscenza della politica, nonché della gestione amministrativa della cosa pubblica. Come può, in generale, una giovane capace ed intraprendente ragazza di soli 26 anni, senza aver fatto alcuna gavetta nell’esercizio della politica locale, addirittura essere posta a presiedere la gestione e l’organizzazione di un ufficio così importante ed impegnativo? E’ un andazzo questo che secondo me sta producendo nel paese uno sconquasso tremendo, non tanto per i risultati vista la carente esperienza, quanto per l’idea perversa e mortificante che la gente si sta facendo della politica, che sta diventando più una vetrina di belle donne a scapito della qualità. Non vorrei qui essere frainteso ne tanto meno essere additato quale detrattore della bellezza femminile, e soprattutto che la bellezza sia sinonimo di stupidità.


Com’è noto al vasto pubblico in Grecia, esistono nell’Italia meridionale due aree ellenofone, una nella Calabria meridionale e una nel Salento (Puglia meridionale), in cui sopravvivono idiomi greci che, secondo i glottologi italiani che se ne sono occupati, devono la loro origine alla presenza bizantina in Italia conseguente alla guerra gotica voluta dall’imperatore Giustiniano. Invece, secondo l’illustre glottologo tedesco Gerhard Rohlfs e gli studiosi greci, primo fra tutti il cretese Gheorghios Chatsidakis, tale presenza, tuttora viva, risale alla colonizzazione dell’antica Magna Grecia.
Io non ho mai pensato di voler appartenere a questa società prima che i miei genitori, a mia insaputa, avessero pensato bene di soddisfare un loro bisogno, tirandomi in ballo senza una preventiva autorizzazione o quanto meno una richiesta di parere in merito.
Guardando con curiosità e stupore nello spioncino del tempo trascorso ci si rende conto, a volte, del progressivo ed irreversibile incalzare degli anni, che accatastandosi l’uno sull’altro hanno costituito un bel mucchio di esperienze, idee e delusioni. Questa pausa temporale trascorsa, tra la tua nascita ed il tuo oggi, avrebbe avuto modo di realizzare tante cose che purtroppo spesso sono rimaste dei meri sogni nel cassetto. Spesso nel corso della vita arriva quel momento in cui si sente la necessità di fare il punto della situazione. Una specie di autovalutazione, un esame del proprio percorso di vita, una rivisitazione dei propri pensieri, delle proprie convinzioni, insomma capire se il passaggio su questo mondo sia stato utile per mettere le basi per un futuro migliore. Un miscuglio di speranze di ciò che vorremmo che esso potesse rappresentare per noi.
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Il Comitato promotore il Club UNESCO di Zollino,unitamente all’Associazione Italoellenica, il 10 dicembre a Napoli per la
Non c’è più niente da fare contro il potere della finanza. A pagare siamo e saremo sempre noi